Annullato il Consiglio regionale di domani. De Luca presenta ricorso d’urgenza al tribunale

Annullato il Consiglio regionale di domani. De Luca presenta ricorso d’urgenza al tribunale

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Stamattina, Vincenzo De Luca assistito dai suoi avvocati si è recato al Tribunale di Napoli per presentare ricorso contro la sospensione dalla carica di Presidente della Regione.
Contestualmente Rosetta D’Amelio, consigliere anziano, si reca in gran fretta alla sede dell’assemblea regionale, al Centro direzionale di Napoli, per annullare la convocazione del consiglio regionale previsto per lunedì mattina mediante invio di telegrammi ai consiglieri per informarli che non ci sarà nessun consiglio e al momento non è prevista nessun altra data.

I due asseriscono di non essersi sentiti sulla vicenda, che trattasi di iniziate autonome – con tutta la buona volontà, questa tesi è difficile da “digerire – i due fatti, il ricorso e l’annullamento della riunione, sono innegabilmente interconnessi.

La decisione di presentare appello al Tribunale di Napoli e di annullare il consiglio regionale di domattina, è stato fatto su suggerimento del nutrito team di avvocati di De Luca, i quali gli hanno spiegato che qualsiasi atto da lui compiuto sarebbe stato nullo, quindi inutile e controproducente ed avrebbe aizzato l’intera opposizione, già in attesa e pronta sul piede di guerra.

Quindi l’unica strada percorribile restava il ricorso. La prima sezione civile è quella a cui l’aspirante governatore si è rivolto ed è la stessa che ha accolto nei giorni scorsi un analogo appello presentato del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. De Luca è convinto che “il tribunale non possa cadere in contraddizione. Non può smentirsi a distanza di così pochi giorni”. inoltre chiede che la magistratura si esprima in fretta, come previsto dal principio d’urgenza dettato dall’ex articolo 700 del codice di procedura civile.

Dubitiamo che i giudici riescano comunque a dare un responso entro il 12 luglio, questa è infatti l’ultima data utile per convocare il Consiglio regionale, cioè entro i venti giorni dalle proclamazione di tutti gli eletti. Oltre questa data nulla è più possibile, a meno che non intervenga il governo con una norma ad hoc.

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