Annuncio shock dei 5 Stelle: fermeremo gli espropri Tav

L’articolo 68 della Costituzione e una sentenza della Corte costituzionale, la 58 del 2004, sanciscono l’inviolabilità del domicilio dei parlamentari a spazi ulteriori rispetto alla mera residenza identificabili come domicilio. La stessa legge utilizzata da Berlusconi nel caso Ruby, quando alla Guardia di Finanza fu negato di entrare negli uffici del suo cassiere Giuseppe Spinelli perchè i locali erano stati dichiarati sedi parlamentari.
Utilizzando questa legge e questa sentenza il senatore Vito Crimi e i deputati Tatiana Basilio, Alberto Zolezzi, Ferdinando Dino Alberti, Giorgio Sorial, Claudio Cominardi ed il consigliere comunale Libero Lorenzoni, tutti del Movimento 5 Stelle hanno annunciato da Calcinato, un paesino che si trova proprio sull’itinerario della TAV, un’iniziativa senza precedenti, che potrebbe mettere seriamente in difficoltà le autorità nella costruzione della nuova super-ferrovia da 4 miliardi di euro.

L’operazione consisterebbe nel stabilire formalmente il loro «domicilio parlamentare» in alcuni immobili situati sul tracciato della Tav Brescia-Verona, così da renderne quasi impossibile l’esproprio. Questo ovviamente in accordo con i legittimi proprietari.
Questa la proposta: – A questi cittadini e agricoltori i 5 stelle hanno preannunciato l’intenzione sin da giugno, naturalmente previo il loro consenso, di comunicare alle autorità competenti l’elezione di “domicili parlamentari” nelle corrispondenze delle loro residenze. In sostanza in queste case e in questi terreni, con i loro collaboratori personali apriranno degli uffici, per svolgervi direttamente a contatto con i cittadini l’attività parlamentare sul territorio. Nei medesimi recapiti, saranno trasferiti in custodia materiali riferibili alle attività parlamentari.

Il senatore Crimi sottolinea che: «Ogni azione che preveda la violazione di tale domicilio, dunque anche gli atti amministrativi di sequestro e di esproprio, dovrà essere soggetta alla preventiva autorizzazione della Camera di appartenenza. Quindi le prerogative parlamentari vengono estese ai cittadini i cui diritti intendiamo difendere fino in fondo».
La portata di questo annuncio sembra di quelle destinate a creare ulteriore scompiglio nel governo. Cosa succederà se veramente si arriverà in parlamento a chiedere l’autorizzazione dello sgombero delle auto proclamate sedi parlamentari?

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