Aereo Russo precipita sul Sinai. Isis rivendica l’abbattimento: Cosa farà ora Putin?

Aereo Russo precipita sul Sinai. Isis rivendica l’abbattimento: Cosa farà ora Putin?

aereo-ruso-abbattutoSono ore di tensione. Forse l’ISIS ha abbattuto un aereo civile russo, almeno così rivendica l’organizzazione terroristica.

E’ di questa mattina la notizia che il volo 7K9268 della Metrojet (un Airbus A-321) partito da Sharm el-Sheikh diretto a San Pietroburgo è precipitato sul Sinai, in Egitto.

L’ aereo in questione era un volo russo con 224 passeggeri a bordo del quale si trovavano sette membri dell’equipaggio, 217 passeggeri di cui la maggior parte dei quali russi e tre ucraini; tra loro anche 17 bambini. Al momento sono stati recuperati 120 corpi, ma ancora si lavora e si cerca di recuperare le altre vittime, date già per decedute, purtroppo, con tutta probabilità. Secondo i funzionari egiziani, infatti, non ci sono sopravvissuti.

Del volo si erano perse le tracce intorno alle 8 di questa mattina dopo il decollo dalla località sul Mar Rosso. Dalle prime ricostruzioni, circa 23 minuti dopo il decollo, sopra i cieli della città cipriota di Larnaca l’areo ha cominciato ad avere problemi ed è scomparso dai radar.

Già da un primo momento si era ipotizzato un attentato dato che nell’area l’esercito egiziano sta combattendo i militari dell’Isis. Tuttavia l’ipotesi è stata esclusa ed è stato confermato il guasto tecnico a seguito del ritrovamento dei rottami da parte dell’aviazione militare egiziana.

Ayman Al-Mokadem, capo della commissione che indaga sull’incidente, avrebbe affermato che il pilota dell’aereo mentre si trovava ad una quota di circa 9.000 metri, dopo essersi accorto del guasto, ha riferito alle autorità dell’aviazione di voler atterrare nell’aeroporto più vicino. Lo schianto è poi avvenuto appunto mentre provava ad atterrare all’aeroporto di El-Arish, nel nord del Sinai, quando ormai non sarebbero più stati possibili ulteriori comunicazioni con l’aereo.

Il governo egiziano ha subito istituito un gabinetto d’emergenza per gestire la crisi e indagare sulle cause del disastro. Similmente ha subito disposto il presidente russo Vladimir Putin, che ha deciso di organizzare una commissione di Stato per indagare in modo più approfondito sulle cause dell’incidente, ordinando inoltre al ministero per le Situazioni di Emergenza di inviare un aereo sul luogo dello schianto, in appoggio alle autorità egiziane.

Adesso sembra materializzarsi però l’ipotesi peggiore, l’ISIS il sedicente Stato Islamico di Al Baghdadi, ha rivendicato l’attentato che sarebbe stato compiuto dal gruppo fondamentalista egiziano collegato e attivo nella penisola del Sinai. “I soldati del Califfato sono riusciti ad abbattere un aereo russo nel Sinai”, recita una dichiarazione che sta circolando sui siti jihadisti. Nel comunicato fatto circolare anche su Twitter “i combattenti dello Stato Islamico” precisano che l’aereo “trasportava 220 crociati russi. Sono rimasti tutti uccisi, grazie a Dio”. Il comunicato è apparso anche sul sito web Aamaq che agisce come agenzia di notizie ufficiosa del Califfato.

Adesso non è chiaro chi menta e chi dica la verità, teoricamente tutti avrebbero un buon motivo per “modificare” la realtà dei fatti: l’ISIS sta perdendo contro l’esercito russo di Putin ed una notiza simile agirebbe da propaganda per i vertici del Califfato che stanno registrando la diserzione dei propri soldati che ormai temono, malgrado le promesse di Al Baghdadi, di essere spazzati via dall’Orso di Mosca. Contemporaneamente viene quasi spontaneo comprendere i dubbi del governo di Mosca di recepire pubblicamente l’incidente come un attentato, che sicuramente avrebbe un impatto devastante sull’opinione pubblica.

Non ci resta che aspettare gli ulteriori sviluppi della vicenda per capire se quella che doveva essere una guerra lampo di appoggio in Siria al governo Assad da parte delle forze russe, dovrà trasformarsi in una vera guerra con i più imponenti dispiegamenti di forze che la Russia abbia mai disposta dai tempi dell’URSS.

Ecco il video diffuso dall’ISIS, di cui sottolineamo, non garantiamo l’autenticità :

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